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Mario Cavaglieri

Mario Cavaglieri
(Rovigo, 1887 Peyloubère, 1969)
Piccola russa
1913
olio su tela; 131 x 152 cm
Iscrizioni: in basso “Mario Cavaglieri 13”
Alla Biennale veneziana del 1914, Mario Cavaglieri propone tre dipinti intitolati Piccola russa, In aprile eSala di campagna. Le opere sono esposte nel salone centrale, decorato con pannelli di Galileo Chini dichiaratamente ispirati alla pittura di Klimt e destinato a ospitare la mostra individuale dello scultore croato Ivan Meštrovic. I quadri di Cavaglieri riscuotono un buon successo tra il pubblico (sono tutti acquistati dal cavaliere Paolo Triscorna di Carrara poche settimane dopo l’inaugurazione della manifestazione) e suscitano l’interesse e l’approvazione di gran parte della critica. In particolare il dipinto Piccola russa viene accolto con parole positive e spesso entusiaste da parte dei recensori della mostra, come il critico Mario Pilo che lo definisce: “[. . . ] di un’insolenza originale e simpatica: la saletta dai mobili esotici, con la signora dal costumino singolare, il tutto dipinto a colori piatti e puri, in rosso, in bianco, in nero, in viola, han non so che di placidamente enigmatico, che provoca, afferra, conquista” (Pilo 1914, pp. 96-97).
In questo affascinante dipinto, Cavaglieri riesce a coniugare con sorprendente eleganza ed equilibrio le molte suggestioni delle avanguardie francesi e tedesche che da qualche anno rivoluzionano la sua pittura. La fascinazione per la pittura sintetica dei Nabis e per i toni sgargianti dei Fauve si ritrova nell’impiego di colori puri, spesso accostati per contrasto, come pure nella predilezione per le ambientazioni in interni sontuosamente abbelliti da oggetti e tessuti orientaleggianti, sull’esempio di Vuillard e soprattutto di Matisse. Tuttavia, nelle opere di questi anni è altrettanto importante ed evidente l’influsso che l’arte della Secessione viennese esercita sul pittore rodigino: in particolare, è la pittura di Gustav Klimt a suggerire a Cavaglieri inusuali soluzioni formali e un nuova e raffinata predisposizione per la decorazione. In Piccola russa, l’amata modella e compagna Giulietta sembra quasi intrappolata – ma felicemente – in abiti corazza, dai quali traspare il gusto dell’autore per i colori accesi e per la materia corposa stesa a pennellate larghe e dense, che contrastano con il volto e le mani delineati con sottile grafismo e dipinti con colori sfumati e sciolti, sull’esempio delle maliarde eroine e volitive dame viennesi ritratte nelle tele di Klimt. Ma se spesso le donne dell’artista austriaco occupano uno spazio immaginario, completamente trasfigurato dalla sovrabbondate decorazione, Cavaglieri non rinuncia mai all’ambientazione dei suoi personaggi; anzi, nei dipinti dei cosiddetti “anni brillanti” dell’artista veneto (1912-1922), gli interni e gli oggetti presenti nelle stanze minuziosamente descritte assumono una preponderanza tale da diventare coprotagonisti o, in alcuni casi, addirittura i veri soggetti dei dipinti, come confermano molti titoli di tele realizzate in questo periodo (Vasi cinesi e tappeto indiano, Incroyable (L’aigrette), Lo scialle di Boukara, Statuette e consolle Louis XV). Anche nel dipinto in mostra gli abiti della giovane, il tappeto orientale che copre il tavolo, i soprammobili e le bottiglie, disposti ad arte per creare piacevoli effetti cromatici, e soprattutto i quadri appesi alla parete o appoggiati sul piano sono parte essenziale del dipinto, non solo per motivi di composizione, ma anche perché forniscono gli indizi necessari per comprendere che quello raffigurato è lo studio del pittore, l’ambiente in cui egli vive ed esprime – attraverso la sua arte e il suo stile di vita – la propria aspirazione a un’esistenza brillante ed eccentrica, di cui gli oggetti preziosi, esotici e raffinati sono un aspetto imprescindibile.
Bibliografia: Perocco 1987, pp. 132-133; V. Vareilles, in Marco Cavaglieri 1993, pp. 128-131; Vareilles 2006, I, p. 113 e II, pp. 93-94, n. 401; Sgarbi 2007, p. 20; Benzi 2007, p. 94.
Elena Casotto

Autore: Mario Cavaglieri
Dimensioni: 131x152 cm.
Anno: 1913