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Vittorio Zecchin

Bosco di Betulle
arazzo in lana su juta; 40 x 150 cm
Iscrizioni: in basso a sinistra “VZ”
Per il lungo pannello decorativo, ricamato nel Laboratorio Zecchin di Murano, l’artista immaginò un fitto bosco di betulle immerse in un’atmosfera fiabesca e sospesa, adottando un soggetto più volte affrontato anche in pittura, sia come paesaggio autonomo, sia come sfondo per composizioni più complesse. Il decoro vegetale sviluppato nel pannello in tessuto non viene declinato in chiave naturalistica, bensì con una sintesi espressiva e un grafismo al limite dell’astrazione, frutto di diverse suggestioni e rimandi artistici. Zecchin, infatti, dimostra non solo un interesse per la tradizione dei vetri murrini, ma anche evidenti riferimenti alle preziosità bizantine e alla rigorosa stilizzazione delle forme, filtrata attraverso la lezione della Secessione Viennese e delle opere di Gustav Klimt, che l’artista ebbe modo di vedere in occasione della Biennale di Venezia del 1910. Le silhouette degli alberi e dei fiori sono definite da piatte campiture di colori, limitati a una selezionata gamma cromatica che accentua la ripetitività e il serrato ritmo compositivo. L’amore per i colori e l’abilità nel combinarli con sapienza e fantasia vennero sottolineati già da Roberto Papini: “Egli ama i colori come la gazza ama le gemme, per un istinto ingenuo ed appassionato. E si esalta per i giochi della policromia spargendo i tesori della sua squisita sensibilità del colore in circoli, in stelle, in onde, in punti, in foglie, in fiori, fra le rigide sagome delle sue figure d’origine bisantina” (Papini 1921, p. 112). L’opera corrisponde probabilmente alla Fascia decorativa esposta alla Prima mostra regionale d’arte, svoltasi a Treviso nel 1921.
Bibliografia: I. de Guttry, in Gabriele D’Annunzio 1988, pp. 229-230, n. 353; Vittorio Zecchin 2002, p. 267, n. 321; Alfons Mucha 2016, pp. 233, 254.
Stefania Cretella

Autore: Vittorio Zecchin
Dimensioni: cm. 40 x 150
Anno: 1916