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Gino Rossi

Gino Rossi
(Venezia, 1884 Treviso, 1947)
Mestizia
1910 (cartone preparatorio)
Gianese S. C. , Venezia (esecuzione anni venti/trenta) mosaico, 66 x 50 cm
Iscrizioni: in basso a destra “gianese s. c. / venezia”; sul retro targhetta in carta “. . . 15 Mest[izia] / L. 120. 00 / 120. 00” e targhetta in carta “XXIV Biennale. . . . di Venezia 194[8]”
L’affascinate composizione di Gino Rossi intitolata Mestizia è documentata da un cartone dipinto a olio nel 1910 ed esposto per la prima volta nella sala 5 (n. 73) alla Mostra di Primavera del 1911 dell’Esposizione Permanente d’arte e industrie veneziane a Pesaro. L’opera risente pienamente di quel clima gauguiniano esperito da Rossi, insieme ad Arturo Martini, nel loro viaggio a Parigi nel 1907, poi continuato in Bretagna. Questa composizione condivide con la notissima Fanciulla con fiore (1908) il taglio conico, il rigore dei volumi del corpo, delle braccia, della testa e dell’ampio velo che la ricopre, risolvendo la composizione in un incrocio di elementi lineari che annulla una qualsivoglia idea di tridimensionalità, in favore di uno schema compositivo piatto, a campiture di colore nette e ulteriormente sottolineate da un contorno scuro. Mestizia, insieme ad altre opere dipinte da Gino Rossi tra il 1908 e il 1912, sembra colloquiare a distanza con le composizioni a bassorilievo di Arturo Martini proprio per questo uso della schematizzazione lineare, avvolgente e definente, di figure dalla forte sintesi volumetrica, come in Gli amanti del 1920.
Sulla base del cartone venne ricavato il mosaico, qui presentato (e, come documentato dalle targhette poste sul retro, esposto alla XXIV Biennale d’arte del 1948), con ogni probabilità realizzato tra al fine degli anni venti e gli anni trenta dalla ditta Cav. Angelo Gianese & Co. , una ditta impegnata in quel periodo alla trasposizione in pannelli in mosaico di vetro di cartoni predisposti da pittori per le esposizioni, come per esempio quelli di Guido Cadorin per Estate Fontana con pannelli in mosaico e stucchi graffiti per la XIII Biennale di Venezia del 1922 (sala 15, passaggio coperto), subito dopo esposti a Monza nel 1923 e oggi scomparsi. Un’attività celebrata nel catalogo dell’attività realizzato dalla Cav. Angelo Gianese nel 1927 (Mosaic Studio: Venetian glass mosaic in all styles, Ravenna style, a specialty, marble mosaics, floor in marble or vitreous mosaic).
Bibliografia: inedito; Gino Rossi 1974, n. 34 (scheda relativa al cartone).
Valerio Terraroli

Autore: Gino Rossi
Dimensioni: 66x50
Anno: 1910